PALEOVENETI

Padova nasce circa tremila anni fa dentro l’ansa del fiume Brenta, che all’epoca aveva una grande portata ed era molto ampio. Oggi questa ansa è occupata da un altro fiume, il Bacchiglione.

La città nasce quindi in una terra naturalmente protetta, che da un lato offriva sicurezza e prometteva buoni raccolti, dall’altro però era pericolosa per via delle continue esondazioni. I primi abitanti della città si “specializzarono” quindi in costruzione di argini per la regolazione del flusso delle acque.

Sembra che Padova sia nata ben 500 anni prima di Roma nel 1183 a.c. La leggenda dice che i Paleoveneti, i nostri antenati, arrivarono a Troia dall’Asia Minore, e precisamente da una regione che allora si chiamava Paflagonia (attualmente in Turchia). In quel periodo era in corso la famosa guerra di Troia e i nostri antenati si schierarono dalla parte dei troiani, che persero. Il loro Re morì e i superstiti seguirono il principe troiano Antenore nella sua migrazione verso la nostra regione lungo il mare Adriatico. Arrivarono nella terra tra i fiumi Brenta e Timavo (vicino Trieste), e si espansero nell’attuale nord-est italiano, l’Istria e la Dalmazia, insomma tutta la zona tra le Alpi e l’Adriatico. Qui i Veneti (Enetoi) lottarono contro gli Euganei sconfiggendoli e fondarono il primo nucleo abitativo che diventerà poi Padova. Gli Euganei, sconfitti, migrarono verso nord.

Il termine “Veneti” ha origine latina. Deriva dalla traduzione latina di “Enetoi”, il nome che il poeta greco Omero aveva dato a questa popolazione. E’ il termine da cui ha origine il nome della nostra regione, il Veneto.

Il termine “Paleoveneti” è usato dagli studiosi moderni per distinguere le prime popolazioni da Veneti attuali.     

Davanti alla libreria Feltrinelli, all’inizio di via San Francesco, in piazza Antenore, si trova la tomba di Antenore. Fu scoperta nel 1274, e riporta una scrittta in alfabeto e lingua veneta antica, molto simile al greco. Effettivamente non si sa se possa essere lui. Inizialmente  si era riesumato il corpo e si disse che apparteneva ad un uomo di 3000 anni fa, ma successivamente nel 1989 venne portata in Arizona e lì venne accertato che il corpo risaliva all’anno 260.

Probabilmente, quando nel 1274 venne scoperta la tomba, i padovani pensarono ad un modo di dire che si usava allora: “Quando la capra parlerà e il lupo risponderà Antenore si troverà”. Il capomastro che fece il ritrovamento e che si chiamava “Capra”, assieme al letterato umanista “Lovato de’ Lovati” (Lovato in veneto significa “lupo”) convinsero tutti che la profezia si era avverata e che quelli erano effettivamente i resti di Antenore!

Questo lo abbiamo imparato dal poema “Eneide” di Virgilio e dalle “Storie romane” di Tito Livio, uno storico padovano dei primi anni dopo Cristo, da cui prende il nome una delle più famose scuole superiori della città (in Riviera Ponti Romani).

Al Museo Civico si possono ammirare alcuni reperti relativi ad oggetti di terracotta e bronzo e appartenenti a questi primi abitanti. I disegni e i motivi di questi oggetti evidenziano la provenienza degli artigiani ed artisti dall’Asia Minore e dalla Grecia, anche se con il passare del tempo cominciano ad assumere un carattere proprio.

La tomba a fianco a quella di Antenore è quella di Lovato dei Lovati, scopritore di della tomba di Antenore appunto e uno dei più grandi e stimati letterati dell’epoca.

PADOVA IN EPOCA ROMANA

Nel giro di un paio di secoli i Veneti stringono relazioni amichevoli con i Romani. Da qui a diventare una città romana (detta “municipium”) il passo è breve: lo diventerà nel 49 a.C., ovvero 2061 anni fa! Un municipium era una città dove gli abitanti avevano gli stessi diritti dei romani, che erano chiamati “cives”, ovvero “cittadini”.

Per Padova cambiano tante cose: la civiltà romana si sovrappone a quella paleoveneta, cambiano le leggi, la religione, le strutture viarie, l’architettura, ma vengono mantenuti i costumi e le tradizioni.

Padova diventa una delle più ricche città imperiali e di quell’epoca rimangono ancora delle testimonianze ben visibili. Era diventata la terza città per importanza dell’Impero, dopo Roma e Cadice (Cadiz).

Vicino ai Musei e alla Cappella di Giotto si possono ad esempio ammirare i resti dell’Arena, in Prato della Valle è stata individuata l’area dove sorgeva il teatro romano (si chiamava “Zairo”, che è nome della pizzeria lì vicino) sotto la Riviera dei Ponti Romani ci sono ancora i resti di alcuni ponti (da cui il nome “riviera ponti romani”). Infatti qui passava il canale interno che delimitava le mura del 1200 (epoca Carrarese), ma il fiume è stato interrato nel 1956 per far passare una nuova e più larga strada nel centro della città.

Sotto l’area ora occupata dall’Università sono state ritrovate tracce di un porto fluviale.

Il fiume rimane sempre l’elemento principale della città e influenza notevolmente il suo sviluppo. Padova diventa un importante punto di passaggio per le strade che collegavano l’attuale Milano e la città di Roma all’area del Danubio, nell’Europa dell’Est.

Storicamente Padova nei primi secoli di vita segue le vicende di Roma, impossibili da raccontare in poco tempo!

Anche il Cristianesimo entra presto in città e il primo vescovo è Prosdocimo, un nome che leggerete spesso (nomi di vie, persone, negozi, ecc.). Prosdocimo è uno dei 4 protettori della città insieme a Sant’Antonio, Santa Giustina e San Daniele.

Padova segue le vicende di Roma anche quando arrivano i barbari (circa 1.600 anni fa, nel 400), e viene quasi completamente rasa al suolo, sono i Padovani che insieme ai Trevigiani scapparono nelle isole della laguna per sfuggire da Attila e da li fondarono Venezia!

I barbari erano delle popolazioni straniere provenienti dai territori fuori dal dominio romano, che per molti anni impedirono alla città di crescere e svilupparsi.

Nel 700, con i Franchi (altra popolazione barbara) si sviluppa la struttura del feudalesimo: con questo sistema il potere dell’Imperatore e l’influenza dell’Impero si indeboliscono, e i signori locali si rafforzano.

PADOVA MEDIEVALE

Nel 1.000 inizia un periodo molto positivo: la città cresce perché si coltiva la terra ed aumentano gli scambi commerciali. Al sistema del baratto si sostituisce l’uso della moneta.

Nel 1163 Padova diventa “Comune” e si iniziano i lavori di ricostruzione delle mura cittadine all’interno del fiume, ovvero significa che la città diventa una Repubblica indipendente sia da Venezia che dall’Impero Germanico.

Le mura vengono completate in 3 tempi sia per rendere più robuste, sia per includere i quartieri non compresi nei primitivi confini:

  • 1° cinta – termina nel 1210: erano mura alte e larghe, lunghe poco meno di 4 Km (alcuni resti in riviera di fronte alla scuola Tito Livio, Porta Altinate, Porta di Ponte Molino, la Specola, Riviera Tiso da Camposampiero)
  • 2° cinta – termina nel 1318: si inglobano i borghi e le parrocchie occidentali
  • 3° cinta – termina nel 1339: è la cinta costruita in epoca carrarese e completa la difesa della città a oriente, verso Venezia, e verso sud.
  • 4° cinta - Le mura nuove appartengono ad un periodo successivo: sono dette mura veneziane o rinascimentali e vengono edificate a partire dal 1509, e sono a tutt’oggi in larga parte intatte. Erano lunghe circa 11 Km e vennero costruite dalla Repubblica di Venezia utilizzando in parte le vecchie mura e ampliando notevolmente i confini della città. Di queste mura rimangono Porta Savonarola, Porta San Giovanni, Porta Santa Croce, Porta Pontecorvo, Porta Portello.

A completamento di quest’ultime mura nel 1509 Padova era una delle città più grandi d’Europa!

Il 1200 per la nostra città è uno dei secoli più importanti, si costruisce il Palazzo della Ragione, nasce l’Università, Sant’Antonio vi soggiorna e predica (e nello stesso secolo inizia la costruzione della Basilica a lui dedicata), aumentano i traffici commerciali, si conosce un periodo di tirannia sotto il Signore Romano d’Ezzelino, dopo la quale inizia l’età d’oro del Comune. 

L’EPOCA CARRARESE

Questo periodo d’oro coincide con il governo in città della dinastia dei Da Carrara (o dinastia carrarese), una grande e nobile famiglia che domina la città per circa 80 anni (1318-1405).

Come tutte le famiglie dell’epoca, anche questa aveva uno stemma che raffigurava un carro rosso sopra uno scudo (lo stemma era un simbolo usato dalle famiglie nobili dell’epoca per distinguersi dalle altre famiglie e che veniva disegnato, dipinto, inciso sulle case, le bandiere, le armi appartenenti a quella determinata famiglia).

La famiglia diventa potente già nel 1100, quando ottiene dall’Imperatore (Enrico V) dei privilegi particolari. Diventano ricchi signori di campagna nel territorio dove attualmente sorge il paese di Due Carrare in provincia di Padova.

Nel 1318 Jacopo da Carrara ottiene il titolo di “Capitano del Popolo” e inizia così la “Signoria” dei Carraresi.

Come tutti i principi dell’epoca, i Carraresi amano il potere, per cui tengono un esercito per le guerre di difesa e di conquista. Sono però anche interessati alla cultura, alle arti, alle scienze. Danno un notevole impulso allo sviluppo dell’Università che diventa, anche per merito loro, un’università di dimensioni europee.

Durante l’epoca dei Carraresi:

  • si costruisce la reggia della famiglia (reggia carrarese), utilizzando precedenti strutture
  • si completa la Basilica di Sant’Antonio e si costruiscono 2 cappelle all’interno di essa (cappella del beato Luca e di S. Giacomo)
  • si costruisce l’Oratorio di S. Giorgio sul sagrato della Basilica del Santo
  • si promuovono le arti (Francesco Petrarca era un protetto della famiglia)
  • si promuovono l’economia e l’artigianato: in città ci sono le fraglie (segherie, tintorie, lavorazione della lana, vetrerie, fabbriche di ceramiche
  • viene eretta la Cappella Scrovegni, uno dei capolavori di Giotto, famosa in tutto il mondo
  • costruito il Battistero e affrescato da Giusto de Menabuoi
  • costruita e affrescata la chiesa degli Eremitani

La Signoria dei Carraresi terminerà con l’arrivo della Serenissima Repubblica di Venezia nel 1405: i cittadini di Padova, stanchi di assedi e guerre giurano dedizione a Venezia, che regnerà in città per ben 4 secoli.

PERIODO VENEZIANO

Sotto la dominazione veneziana Padova conosce un forte rinnovamento edilizio e alcune delle cose più significative. Durante l’appartenenza alla Repubblica Serenissima di Venezia, Padova gode di un periodo di prosperità ineguagliabile, diventando una delle capitali culturali del mondo, grazie alla sua università. La Repubblica assicurava la massima libertà di espressione di fede, cultura e libertà al contrario di tutti gli Stati allora esistenti, così da richiamare studenti ed insegnanti da tutta Europa, divenendo uno dei maggiori centri dell’aristotelismo e attirando numerosi ed illustri intellettuali, come Galileo Galilei, Copernico e altri.

Nel 1509, durante la guerra della lega di Cambrai, Padova dovette subire un terribile assedio, che fu però respinto. Dopo lo scampato pericolo, la Serenissima procedette ad opere di fortificazione, costruendo la cinta muraria già citata.

Sempre nel periodo d’appartenenza alla Repubblica di Venezia, tra il 1400 e il 1800, vennero costruiti: - il primo teatro anatomico al mondo (dentro l’università)

  • il primo Orto Botanico al mondo (vicino il Prato della Valle)
  • la Statua del Gattamelata (opera di Donatello)
  • il Prato della Valle (piazza più grande d’Italia e seconda d’Europa dopo Piazza Rossa a Mosca) in cui sono raffigurati i 78 personaggi più famosi e importanti di Padova o che hanno lavorato a Padova
  • il Duomo (progetto di Michelangelo)
  • la Sinagoga in ghetto, in favore e tutela della minoranza ebraica.

PADOVA DAL 1797 AD OGGI

Con l’arrivo di Napoleone e la caduta della Repubblica di Venezia, Padova conosce un momento di crisi e regresso. Napoleone derubò molte opere d’arte della città (quasi tutto dalla Basilica di Santa Giustina e dal Duomo), distrusse altre chiese della città, distrusse alcune statue di Prato della Valle e portò via le ricchezze della città.

Padova fece parte dell’Impero Austriaco fino al 1866 (è in questo periodo che nasce lo spritz :).

Fanno parte dell’800:

  •  il Teatro Verdi
  • il Caffè Pedrocchi aperto giorno e notte fino al 1916 e di fama internazionale
  • Giardini Treves

Dal 1866 Padova entrò a far parte del Regno d’Italia. Traumatico per l’università risultò il passaggio sotto l’Italia che portò alla sospensione di 17 professori, alla chiusura delle scuole di agraria, veterinaria e teologia, all'abbandono del modello universitario austriaco a favore del meno moderno modello italiano e al successivo trasferimento di molti docenti di punta all’università di Roma, nel tentativo di fare di questa l'Università centrale e più importante del paese.

Gli anni dal dopoguerra ad oggi furono per Padova di continuo sviluppo economico, grazie alla favorevole collocazione geografica al centro di importanti vie di comunicazione favorevoli per industrie e servizi. Ciò portò però alla distruzione di parte del centro storico (come lo storico borgo di Santa Lucia, attualmente Piazza Insurrezione, o l'interramento delle Riviere tra il 1956 e il 1960, che rivoluzionarono la viabilità stradale del centro storico, costituirono uno dei tanti prezzi che la città pagò alla diffusione del trasporto su gomma.

A partire dagli anni sessanta, la città divenne il perno della graduale trasformazione economica della provincia di Padova da un'economia agricola in direzione di un'economia di servizi. L’università ed il Complesso Ospedale / Policlinico allargarono progressivamente la loro - già notevole - rilevanza scientifica nazionale, ed il loro ruolo centrale nell'articolazione dell'economia locale.

PERSONAGGI FAMOSI E STORICI DI PADOVA

Oltre ai famosissimi DantePetrarcaGalileoSant’Antonio e Giotto, a Padova nacquero o lavorarono:

DonatelloTartini (musicista), Mantegna (pittore e scultore), Bartolomeo Cristofori(inventore del pianoforte), Belzoni (esploratore e pioniere dell’archeologia in Egitto),Francesco Giusti del Giardino (fondatore della prima casa automobilistica italiana),Palladio (architetto e scultore famoso in tutto il mondo), Ruzzante (commediografo e drammaturgo veneto), Tito LivioGiusto de’ MenabuoiSan Leopoldo MandicGoethe.

Ambientati in città sono anche: “La bisbetica domata” (The Taming of the Shrew) e definì la città euganea "Culla delle Arti" William ShakespeareWolfgang Amadeus Mozartcompose per la "stagione quaresimale" di Padova del 1771 la Betulia Liberata.